Overclank – Frames

14,90

Frames, dodici tracce, esperienze di vita disseminate come pezzi di un puzzle, un lavoro che si fa sintesi di un sound più contemporaneo rispetto al disco precedente, un rock incisivo ma mai banale che incontra un post grunge dalle ispirazioni più melodiche, coinvolgente e sostenuto da vocalità piacevoli e graffianti. Un disco che incarna la sintesi di tutti i piccoli frammenti che compongono il puzzle di esperienze artistiche e di vita della band, un mix che diventa marchio di fabbrica degli Overclank e che si arricchisce, pezzo dopo pezzo, di insegnamenti, sensazioni ed emozioni.

Descrizione

Overclank – Frames

Confezione CD con libretto.

Brani

  1. Bad Attitude
  2. Beaten
  3. Me and You
  4. Shake your mind
  5. Decay
  6. Color My Soul
  7. If I Collide
  8. The Fighter
  9. When I Saw the Sea
  10. I Remember
  11. 21
  12. Rock Your Body

 

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Recensioni

  1. MetalWave

    fonte: http://www.metalwave.it/recensione.php?id=7953

    Indubbiamente la spensieratezza è ciò che contraddistingue questo lavoro dei cuneesi Overclank intitolato “That’s It”, un disco d’esordio di sole cinque tracce ma che nel proprio animo fa indubbiamente emergere non poco la voglia di rompere i comuni schemi al fine di realizzare un qualcosa di assolutamente diverso dal solito sentito e risentito. Lo stile, prettamente hard rock, ricalca in ogni caso contesti che spaziano anche su situazioni abbastanza riflessive rispetto in ogni caso alla voglia di roccheggiare tra riff dinamici e quant’altro. Discretamente espressivo appare anche il clen vocale che, come sopra detto, riesce ad assumere i più diversi connotati senza mai fossilizzarsi su ciò che può apparire divertente e basta. L’apertura del disco è affidata a “Give me A beer”, un brano hard rock semplice, festaiolo e divertente alternato tra rock e moderazione; segue poi il riff cupo di “Love is the Poison”, che pur risultando diversa dalla precedente, si contestualizza in maniera non troppo fantasiosa su un qualcosa di più melodico; l’ascolto prosegue poi con “Skinless” dai contenuti particolarmente sobri e riflessivi, pacati ed apprezzabili per l’espressività che va a contraddistinguerlo; si prosegue poi con “The Last Ride”, altro contesto in apertura oscuro ma poi decisamente più moderato al pari del conclusivo “Lost in Two”, quasi una ballad con un apprezzabile quando rilassante esito. Il disco complessivamente presenta una band dalla duplice sfaccettatura: da un lato, una band che ha voglia di mettersi in evidenza con la sua irruenza e, dall’altro, una band quasi sin troppo moderata, situazione questa emersa soprattutto nella seconda parte del disco, con il rischio che a lungo andare il tutto potrebbe risultare un po’ noioso.

    Wolverine

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